Ancora una volta, l’inconfondibile scenario di Massa San Nicola si conferma luogo privilegiato di incontro, di iniziative ed interessi per la promozione e la riscoperta dei nostri Casali di Tramontana. Nella serata di sabato scorso, 12 settembre 2026, si è vissuta infatti nell’iconico Borgo una serata speciale di cinema, storia, tradizioni e convivialità, con al centro la proiezione del film “Vendetta di Fuoco – I Figli dell’Etna” dei fratelli Zona.
Un tassello prezioso del cinema indipendente del dopoguerra, proiettato con grande successo già lo scorso anno alla Biennale di Messina – Expo d’Arte 2025, grazie al diretto interessamento del Movimento Civico Casali di Tramontana, che da sempre ha a cuore la valorizzazione del nostro territorio anche attraverso la riscoperta dell’opera e dell’ingegno di due artisti di calibro, come i fratelli Giuseppe e Salvatore Zona, che da Castanea delle Furie, ma con lo sguardo sempre aperto sull’orizzonte dei villaggi e delle contrade limitrofe, hanno realizzato opere pittoriche, ceramiche di pregio artistico ed anche, cosa straordinaria per quei tempi, un vero è proprio film, girato quasi interamente sui nostri luoghi.
Ma proviamo ad andare per ordine raccontando brevemente questa suggestiva ed intensa serata.
Ad accogliere gli intervenuti e gli ospiti Maria Cristina Genovese, Presidente dell’Associazione Borgo San Nicola ed il suo staff di soci e collaboratori, sempre gentili ed impeccabili nella gestione degli eventi promossi ed organizzati nei dettagli.


In effetti, la prima parte della serata prevedeva una parentesi di convivialità, con un frugale momento enogastronomico a base di un piccolo ma gustoso antipasto, servito a sorpresa, seguito poi da un caratteristico “panino cunsato”, il tutto accompagnato naturalmente da acqua e vino locale, o a richiesta, da altro tipo di bibite.



Come da programma poi, alle 21:30 circa, si è passati al cuore della serata, momento nel quale la Presidente Maria Cristina Genovese ha dato la parola agli ospiti intervenuti per la proiezione, nello specifico, Nino Genovese, critico e storico del Cinema, e Marialia Zona, familiare dei fratelli Zona, nipote di Salvatore, regista ed attore protagonista del film, e figlia dell’altro attore protagonista Giuseppe.

E’ intervenuto per primo Nino Genovese, esperto conoscitore dell’opera cinematografica e dei tanti ricordi, aneddoti, curiosità che hanno caratterizzato il travagliato “iter” che ha portato realizzazione del film, presentato per la prima volta nel 1956, fuori concorso, alla II edizione della “Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina”, e dove gli fu assegnata la “Coppa d’Argento”.

I Figli dell’Etna (era questo il titolo originale, cui poi è stato aggiunto l’altro titolo, Vendetta di fuoco, per volere dei responsabili di “Cinecittà”), ha sottolineato Nino Genovese nel corso del suo intervento, è da considerare un film che ha una grande valenza da un punto di vista antropologico e sociale, come documento d’epoca, poiché, al di là della trama di “amore e morte”, che ha per protagonisti gli stessi fratelli Zona (Salvatore, con lo pseudonimo di Rinaldo Ravelli, nel ruolo di Rocco; e Giuseppe, con lo pseudonimo di Sauro Renni, nel ruolo di Jano), ci fa rivivere un’epoca diversa e, sicuramente, più genuina, con i mulini ad acqua, le favole raccontate ai bambini davanti a un bel camino acceso, i lavori dei campi, la mietitura del grano e la vendemmia, il lavoro dei carbonai, le processioni, e così via…

La casa di produzione è l’O.F.I. (Organizzazione Filmistica Siciliana) di Messina (da non confondere con la più nota O.F.S. di Palermo), costituita dagli Zona appositamente per questo film; il quale è quasi interamente girato a Castanea delle Furie (di cui si vede la carbonaia) e nel suo circondario, con una lunga, spettacolare, emozionante scena finale, incentrata sul duello a fucilate tra i due protagonisti, girato addirittura durante una vera eruzione dell’Etna (avvenuta proprio nel 1956).

Il film ha rischiato di entrare nel novero dei film “perduti” se – come ha raccontato Marialia Zona (figlia di Giuseppe e nipote di Salvatore) – i fratelli Zona non ne avessero conservato gelosamente una copia in 16 mm., che, qualche anno fa, grazie alla stessa Marialia Zona, è stata donata alla “Cineteca” del “Museo Nazionale del Cinema di Torino”, dove adesso, per fortuna, è ben conservata.
Un film dunque, ha concluso poi Nino Genovese, che costituisce, fra l’altro, anche un documento storico di un’epoca che, ormai, rientra nei ricordi delle persone più anziane, che hanno partecipato al film (non vi sono, infatti, attori professionisti, ma tutta gente del luogo) o che, a suo tempo, l’hanno potuto vedere ed apprezzare.

Ha preso poi la parola Marialia Zona, che ha ringraziato ed apprezzato le parole di elogio sull’opera espresse da Nino Genovese prima, ringraziando al contempo per la serata organizzata con apprezzabile impegno, interesse e partecipazione, l’Associazione Borgo San Nicola, con la Presidente Maria Cristina Genovese e tutto lo staff, ed il Movimento Casali di Tramontana, di cui è anche socia, nella persona del Presidente Giandomenico Arena, per aver sempre sostenuto in questi anni, in modo tangibile e concreto, il recupero, la riscoperta e la valorizzazione delle opere e del vissuto di questi due straordinari artisti.


Un’opera che rende merito a due fratelli Zona a cui viene riconosciuto il talento di aver catturato sulla pellicola, con maestria e coraggio, scene di vita, che hanno caratteristiche sfaccettature umane siciliane, inquietudini, disperate lotte senza tregua, tradizioni, paesaggi rurali, antropologici richiami, amori ed infine vendetta, tutti colori di una stessa tavolozza, che ridisegnano una Sicilia che pulsa e vibra come nessuna altra terra può fare.

Concludendo poi il suo intervento, la stessa, ha voluto evidenziare come Massa San Nicola, incastonata in un tempo rimasto sospeso tra il passato e la voglia di rinascere, per riscattare la storia di una identità che non vuole morire, è una cornice perfetta per la proiezione del film “ Vendetta di Fuoco – I Figli dell’Etna”, da cui però partire per riproporne la visione, in modo sempre più coinvolgente, anche negli altri villaggi del circondario.

Ha preso infine la parola il Presidente del Movimento Civico Casali di Tramontana, Giandomenico Arena, che ha sottolineato ed evidenziato, che quest’opera miracolosamente sopravvissuta all’oblio del tempo ed alla definitiva scomparsa anche materiale, non può e non deve rappresentare per noi, abitanti di queste terre e di queste contrade, solo un film che ci fa ripercorrere con nostalgia, un tempo ormai passato ed un modello di vita molto diverso da quello dei giorni nostri.

Attraverso la visione del film, noi possiamo e dobbiamo oggi riscoprire e possibilmente riprendere in chiave moderna, le perdute attività e mestieri che facevano un tempo la ricchezza sociale ed economica del nostro territorio, sia da un punto di vista di produzioni agricole di qualità, ma anche in chiave turistico-culturale, di tipo esperienziale diretto.


Un esempio per tutti, legato strettamente a Massa San Nicola e richiamato dalle immagini che scorrono all’inizio ed alla fine del film, il recupero e la ristrutturazione dell’antico mulino ad acqua che si trova a poche centinaia di metri dal villaggio.


Chiusi gli interventi ed i reciproci ringraziamenti si è passati dunque alla visione del film, che ha tenuto per circa un ora e un quarto la platea degli intervenuti immersa in atmosfere e vicende lontane nel tempo, ma che fanno ancora oggi parte delle nostre radici e della nostra identità più profonda.
Uniti si Vince…!!!

























