Massa San Nicola, è un piccolo villaggio della VI circoscrizione del Comune di Messina, situato sui Monti Peloritani a circa 190 metri s.l.m. che dista all’incirca 16 km dal centro di Messina. Gli abitanti sono denominati Ciumaroti in dialetto siciliano. Il Patrono è San Nicola che si festeggia il 6 dicembre. La strada principale è la S.P. 45 che lambisce l’abitato del casale.
LUOGHI DI INTERESSE
1. Chiesa di San Nicola (XX secolo)
2. Chiesa di Santa Maria de Scalis (XV secolo)
3. Spiritiera
4. Piazzetta del villaggio
5. Ruderi antico mulino ad acqua
Massa San Nicola, è un piccolo villaggio della VI circoscrizione del Comune di Messina, situato sui Monti Peloritani a circa 190 metri s.l.m. che dista all’incirca 16 km dal centro di Messina. Gli abitanti sono denominati Ciumaroti in dialetto siciliano. Il Patrono è San Nicola che si festeggia il 6 dicembre. La strada principale è la S.P. 45 che lambisce l’abitato del casale.
LUOGHI DI INTERESSE
1. Chiesa di San Nicola (XX secolo)
2. Chiesa di Santa Maria de Scalis (XV secolo)
3. Spiritiera
4. Piazzetta del villaggio
5. Ruderi antico mulino ad acqua
Si sviluppa lungo il torrente Corsari che giunge fino ad Acqualadrone. Sorge in una posizione strategica, in quanto il torrente fungeva un tempo da via di comunicazione con i centri rivieraschi, e dispone di acqua abbondante, in passato usata dai numerosi mulini della vallata per macinare il grano.
Pare che anche gli abitanti delle altre Masse e degli altri casali vicini venissero a macinare qui il loro frumento.
A Massa San Nicola sembra che il tempo si sia fermato, difatti la maggior parte delle abitazioni conserva ancora lo stile tipico delle località rurali1.
Massa San Nicola, insieme alle altre Masse, è storicamente annoverato tra gli storici “Casali di Tramontana” di Messina.
Gli abitanti del villaggio sono definiti “Ciumaroti”, un termine che fa esplicito richiamo al torrente Corsari che lambisce il casale2.
In passato l’economia del casale era prevalentemente agricola: si basava sulla coltivazione di agrumi e anche sulla macinazione del grano.
Nel 1691, Massa San Nicola e le altre Masse furono assegnati dalla Regia Corte a Don Antonio Furnari per compensare la perdita di altri territori nel messinese e questi li trasmise ai suoi successori fino a Don Pietro Stagno Asmundo Principe d’Alcontres (prima metà del XIX secolo)3.
A partire dalla seconda metà dell’Ottocento la popolazione diminuì rapidamente fino a quasi annullarsi negli ultimi decenni. Il casale subì un lento processo di abbandono che permise il saccheggio di numerose opere d’arte, tra cui le campane della Chiesa di San Nicola.
Il villaggio è attualmente sotto tutela della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali.
1. Chiesa di San Nicola (XX sec.)
È stata ricostruita negli anni seguenti al sisma del 1908 nei pressi dei ruderi della precedente eretta nel Cinquecento. L’edificio ha una forma rettangolare e al suo interno sono presenti, oltre all’altare maggiore, altri quattro altari4. Negli ultimi decenni l’edificio sacro è stato più volte saccheggiato e depredato di diverse opere d’arte.
La Chiesa, riedificata in muratura ordinaria, è circondata da un alto sagrato chiuso con sedili in muratura: sul lato posteriore, lungo il muro, sorge una colonnina ottagonale, anch’essa in muratura, che sorregge una piccola croce di ferro.
Alla sinistra del prospetto si trovano delle scale ed una particolare struttura ad arco che sorregge il campanile della Chiesa, purtroppo oggi muto, in quanto le due campane presenti in precedenza, di cui una cinquecentesca, sono state trafugate da tempo.
Quello che rimane delle opere d’arte, degli interventi di ricostruzione post terremoto e delle numerose donazioni (ex-voto) degli abitanti emigrati a partire da fine Ottocento, fuori regione o all’estero, si trova ancora, almeno in parte, all’interno dell’edificio sacro.
Di particolare pregio l’altare maggiore, in marmi policromi, settecentesco e sopraelevato rispetto agli altri, arricchito da un paliotto intarsiato con girali di foglie, a fondo piatto, di gusto seicentesco.
Alla sua destra si trova un bel ciborio cinquecentesco in marmo a forma di tempietto, caratterizzato da due colonnine che sorreggono la trabeazione e che accolgono il Cristo risorto e Angeli adoranti, di scuola montorsoliana.
Dei quattro altari laterali, due provengono dalla vecchia chiesa e presentano dei paliotti intarsiati, mentre gli altri sono in muratura dipinta.
Di particolare interesse risultava l’altare della Madonna della Scala per la presenza, oltre al paliotto intarsiato, di una macchinetta in legno intagliato e dorato di fattura rinascimentale: il quadro su tavola della Madonna col bambino incoronata dagli angeli (con la simbolica scala raffigurata a parte) ripeteva iconografie antonelliane tarde.
Macchinetta e paliotto sono stati da tempo sottratti, e l’altare si presenta oggi quasi spoglio in semplice muratura, sovrastato da una copia della tavola cinquecentesca che si conserva in originale nella Chiesa madre di Massa San Giorgio.
Sul lato opposto, l’altare dedicato alla Madonna Addolorata, arricchito da un pregevole paliotto in marmo policromo settecentesco sul quale si trovava la statua dell’Addolorata, di antica fattura, in cera con vesti in stoffa, oggi conservata anch’essa nella Chiesa madre di Massa San Giorgio.
Sui due rimanenti altari in muratura, si trovano invece a sinistra la statua policroma del Patrono San Nicola che può datarsi al Settecento, mentre sull’altro, una più recente statua che raffigura la Madonna della Scala.















2. Chiesa di Santa Maria de Scalis (XV sec.)
Pare che fosse un punto di riferimento per gli abitanti delle cosiddette “Masse marittime”, ovvero delle località costiere che un tempo dipendevano dagli storici casali delle Masse.
Questo antico edificio, oggi parzialmente in rovina, di semplicissima architettura, è a navata unica con grande altare barocco in stucco molto degradato.
La facciata a capanna presenta una sola porta architravata, databile al Quattrocento, sovrastata da una finestra anch’essa architravata e da un oculo.
La porta laterale ogivale, oggi chiusa, conserva caratteri gotici.



3. Spiritiera
Tra la fine del ‘800 ed il 1930 l’area dello Stretto di Messina, con la sua costellazione di fabbriche, piccole e grandi, sparse negli agrumeti, divenne leader mondiale nella produzione e dell’esportazione dei derivati agrumari.
Un sistema industriale disperso e complesso che coinvolgeva le popolazioni delle due sponde dello Stretto. Agrumi in salamoia, essenze, agro cotto, agro crudo, citrato di calcio, pectina insieme all’olio di oliva ed ai vini da taglio costituivano l’insieme delle materie prime che venivano esportate per poi essere lavorate nelle industrie di tutto il mondo.
Le tracce di una di queste piccole realtà produttive locali si trova proprio a Massa San Nicola, luogo, in passato, di fiorente produzione agrumaria, ed è principalmente costituita da una vasca di spremitura delle bucce degli agrumi per ottenerne le preziose essenze.



4. Piazzetta e scorci del villaggio.
Luogo di incontro del villaggio, la piazzetta rappresenta oggi l’elemento più visibile e rappresentativo della voglia di rinascita del casale, sia per la naturale predisposizione ad accogliere persone ed eventi, e soprattutto perché sulla stessa si trova anche la sede dell’Associazione Borgo San Nicola.
La nascita di questo sodalizio, promosso e patrocinato dal Movimento Civico Casali di Tramontana, attraverso la partecipazione diretta dei propri soci, in parte originari del casale, compirà a fine febbraio prossimo i suoi primi due anni di attività.
La strada che attraversa ed unisce idealmente, ma anche fisicamente, gli elementi principali che caratterizzano questo luogo iconico, dal torrente, alla piazzetta ed alle due Chiese presenti, è Via Muzzurra, sulla quale si trovano ancora oggi caratteristici edifici in abbandono di varia tipologia edilizia.







5. Ruderi antico mulino ad acqua
La coltivazione del grano, molto diffusa sul territorio per il sostentamento e l’economia dell’intero circondario favori nel corso dei secoli lo sviluppo di un’altra fiorente e redditizia attività economica per Massa San Nicola.
Grazie, infatti, alla sua vicinanza ad un rigoglioso corso d’acqua che ancora oggi lo lambisce, il Torrente Corsari, si sviluppò nel corso dei secoli, lungo il suo tracciato che porta al mare, un sistema di mulini ad acqua, per la macinazione del grano, di cui, in particolare di uno di essi, esistono ancora oggi i ruderi dei locali e si sta valutando l’ipotesi di un integrale recupero e riedificazione per finalità prevalentemente turistico-culturali.



- 3 agosto – Festa della Madonna della Scala.
- 6 dicembre – Festa di San Nicola.
1) E. Caratozzolo, Le Quattro Masse (Messina): dati preliminari d’analisi storico-territoriale e valorizzazione, Galleria. Rivista di cultura, di storia patria, di scienze letterarie e artistiche e dell’antichità siciliane, Anno 2, N. 2, Gennaio-Giugno 2021, pp. 287-312.
2) N. Berenato, Terra di Massa, Messina, Spignolo 1999, pag. 10.
3) E. Caratozzolo, Le Quattro Masse…cit., pag. 292.
4) N. Berenato, Terra…cit., pp. 32-33; G. Foti, Storia, arte, tradizioni nelle Chiese dei Casali di Messina, Messina, Grafo Editor 1992, pag.402.
IN AUTO 🚘 Dallo svincolo autostradale di Messina Giostra raggiungere, mediante la Galleria San Jachiddu, il Viale Annunziata, percorrere la Strada Panoramica dello Stretto e uscire allo svincolo di Pace, o in alternativa a quello di Marotta. Proseguire in direzione Curcuraci e da qui imboccare la Strada Provinciale 45 “delle Quattro Masse”.
IN BUS 🚏 Nei giorni feriali, alla stazione centrale di Messina, prendere la linea ATM n°30 (Curcuraci-Masse) o, in alternativa, la linea ATM n°29 (Castanea-Masse); nei giorni festivi, servirsi della linea ATM n° 29-30 (Masse).












