Castanea delle Furie è un villaggio della VI circoscrizione del Comune di Messina, posto sul crinale dei Monti Peloritani a circa 380 m s.l.m., dista circa 15 Km a nord dal centro della città e costituisce il più importante dei Casali di Tramontana. Gli abitanti sono denominati Castanoti. Il Patrono è San Giovanni Battista e si festeggia il 24 giugno. La popolazione residente è di circa 2500 abitanti.
LUOGHI DI INTERESSE
1. Chiesa del SS. Rosario (XX secolo)
2. Museo Etno-Antropologico (XXI secolo)
3. Chiesa di San Giovanni Battista (XVI secolo)
4. Chiesa di Santa Caterina (XVII secolo)
5. Chiesa dei Santi Cosma e Damiano (XX sec.)
6. Chiesa della Visitazione o di Pace (XVII sec.)
7. Punto fiduciale Ellissoide di Bessel (XIX sec.)
8. Monumento ai caduti (XX secolo)
9. Chiesa del Tonnaro (XVI secolo)
10. Chiesa di Santa Rosalia
Castanea delle Furie è un villaggio della VI circoscrizione del Comune di Messina, posto sul crinale dei Monti Peloritani a circa 380 m s.l.m., dista circa 15 Km a nord dal centro della città e costituisce il più importante dei Casali di Tramontana. Gli abitanti sono denominati Castanoti. Il Patrono è San Giovanni Battista e si festeggia il 24 giugno. La popolazione residente è di circa 2500 abitanti.
LUOGHI DI INTERESSE
1. Chiesa del SS. Rosario (XX secolo)
2. Museo Etno-Antropologico (XXI secolo)
3. Chiesa di San Giovanni Battista (XVI secolo)
4. Chiesa di Santa Caterina (XVII secolo)
5. Chiesa dei Santi Cosma e Damiano (XX sec.)
6. Chiesa della Visitazione o di Pace (XVII sec.)
7. Punto fiduciale Ellissoide di Bessel (XIX sec.)
8. Monumento ai caduti (XX secolo)
9. Chiesa del Tonnaro (XVI secolo)
10. Chiesa di Santa Rosalia
Castanea delle Furie viene annoverato in numerosi documenti storici tra i “Casali di Tramontana” di Messina. Secondo alcuni il toponimo è ricollegabile all’albero del castagno, si tramanda infatti che, dove oggi sorge il villaggio, vi fosse un folto castagneto.
Al nome è stato aggiunto anche l’appellativo “delle furie”, che deriverebbe dal latino “fores” (porte), per indicare la sua posizione periferica rispetto al centro cittadino.
L’aggiunta di questo titolo si rese necessaria per distinguere il casale messinese da Castania, l’odierna Castell’Umberto.
Il territorio del villaggio è prevalentemente collinare e in passato si estendeva fino al mare includendo le attuali frazioni di Calamona, Rodia e San Saba, elevate a parrocchie nel secondo dopoguerra1.
Il nome del casale di Castanea ricorre con particolare frequenza in antichi documenti, in particolar modo in alcuni diplomi riguardanti i possedimenti e la giurisdizione del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Malta.
Tra quest’ultimo e l’arcivescovo di Messina vi fu una lunga controversia riguardo il diritto di esercitare la giurisdizione religiosa nel villaggio che si concluse solo nel 1798, quando Malta fu sconfitta dai Francesi. Sul territorio esistevano due parrocchie governate da un delegato apostolico, quella di San Giovanni e quella della Santissima Trinità (poi del Rosario) che furono riunificate dall’arcivescovo nel 19862.
Castanea, grazie alla sua posizione e all’aria salubre, fu scelta in passato da numerose famiglie aristocratiche messinesi come luogo di vacanza. Difatti, sul territorio del villaggio si trovano ancora oggi diverse dimore gentilizie, tra cui Castel Vinci, Villa Costarelli, Villa Rinciari, Villa Agresta, Villa Miloro, Villa Caminiti, ecc…
1. Chiesa del SS. Rosario o della SS. Trinità (XX secolo)
Prima intitolata alla SS. Trinità, fu eretta nel 1628 su decreto dell’arcivescovo di Messina per contrastare la giurisdizione dei Cavalieri di Malta. L’antico edificio del XVII secolo fu distrutto dal sisma del 1908.
Il nuovo tempio, ricostruito sulla stessa area del precedente tra il 1929 ed il 1931 in stile eclettico, ha tre navate con transetto e tre absidi ed accanto alla chiesa, accostato al prospetto sinistro, si trova la torre campanaria a base quadrata, alta 15 metri e con quattro campane in bronzo.
Il prospetto principale ha tre portali, un imponente rosone centrale e, nella lunetta sopra il portale maggiore, è collocato un fregio cementizio raffigurante la Madonna del Rosario.
Importanti opere d’arte, gran parte provenienti dalla antica chiesa, ornano l’edificio riedificato:
- il rilievo marmoreo della Trinità (Abramo, Sara e i tre angeli) di scuola Calamecchiana, ricollocato sull’altare maggiore, ricostruito con i marmi e con il paliotto a tarsie provenienti dalla chiesa distrutta;
- la statua lignea policroma barocca raffigurante la Madonna del Rosario, del XVII secolo;
- un antico e realistico Crocifisso ligneo settecentesco con ai suoi piedi il simulacro raffigurante la Vergine Addolorata, anch’essa di foggia settecentesca;
- una statua policroma di San Francesco di Paola, in cartapesta, probabilmente databile al XIX secolo:
- due tele, entrambe del XVIII secolo, raffiguranti, la Madonna con tre Santi monaci e le anime Sante del purgatorio e la Vergine del Rosario con i Santi Domenico, Caterina e Rosa da Lima;
- una tela raffigurante l’Incoronazione della Vergine con angeli e Santi del XVII secolo, di Antonio Catalano il Giovane (1585 – 1666)3.









2. Museo Etno-Antropologico (XXI secolo)
Il museo etnoantropologico “I ferri du misteri“, ossia “i ferri del mestiere”, di Castanea delle Furie ha sede nei locali dell’antica Farmacia Lentini, appartenuta al Dott. Francesco Lentini, famosa per il vasto corredo di vasi in ceramica settecenteschi, oggi esposti al Museo Regionale di Messina.
Fondato dal Cav. Domenico Gerbasi, conserva una ricca collezione di attrezzi da lavoro degli antichi mestieri tipici dei della civiltà contadina e marinara dei Peloritani che oggi possono essere conosciuti e fruiti da studiosi ed appassionati di ogni provenienza ed età.



3. Chiesa di San Giovanni Battista (XVI sec.)
È dedicata al santo protettore del villaggio: venne eretta nel 1500 a spese del popolo, come riporta una lapide posta sul portale principale di ingresso della stessa, fu molto danneggiata dal terremoto del 1908, ma successivamente completamente restaurata fra il 1929 ed il 1931.
È certamente il monumento più importante del casale, posto al centro dello stesso su un ampio terrazzo aperto, sul quale si trova anche una bella Croce votiva del 1522, con la raffigurazione del Battista sul verso della stessa.
Nel prospetto principale della chiesa vi sono tre eleganti porte architravate con archi sobriamente decorati. Un oculo si apre invece in corrispondenza della navata centrale e pinnacoli ornano l’attico. La porta laterale è datata 1739, mentre la massiccia torre campanaria merlata, alta 21 metri, si erge sul lato nord della stessa.
L’interno è a tre navate divise da colonne con transetto e absidi semicircolari, dell’antico edificio si conservano i muri perimetrali, il prospetto principale e la volta a mattoni dell’abside centrale, con affreschi attribuiti a Giovanni Tuccari (1667-1743) che rappresentano rispettivamente, la “Trinità, Gloria della Vergine e di San Giovanni Battista” nella conca absidale, e “Storie dell’annuncio e della nascita del Battista” nella tribuna, entrambi della prima metà del XVIII secolo. L’ampio ed elaborato soffitto è a capriate completamente rivestite in legno.
Tra le più importanti opere d’arte presenti nel tempio si ricordano: la preziosa statua lignea del patrono San Giovanni Battista, dorata a zecchino del 1696, attribuita ad Antonio Zizzo e collocata nell’abside di destra; l’altare maggiore con elaborati intarsi di marmo e con alle spalle un coro in legno di noce nero, con 16 stalli; nell’abside di sinistra dedicato al SS. Sacramento si trova invece, un bel ciborio in marmo cinquecentesco di fattura montorsoliana; ed infine entrando dalla porta principale subito a sinistra, un pregiato fonte battesimale del Cinquecento attribuito a Rinaldo Bonanno4.
Inoltre, nel transetto, rispettivamente sugli altari di destra e di sinistra, è posta una grande tela di Gaspare Camarda del 1622, che raffigura l’Immacolata con Santi e, sulla parete opposta, a sinistra, un grande Crocifisso ligneo del 1720.
Nelle navate laterali si osservano altari neoclassici intarsiati con al di sopra, in sostituzione delle antiche tele e tavole dipinte andate perdute, modeste statue policrome attribuibili alla fine dell’Ottocento o dei primi anni del Novecento.
Infine, nel transetto, sul lato destro dell’altare maggiore, si trova esposta una tavola, copia recente di quella cinquecentesca di scuola antonelliana, raffigurante San Giovanni Battista, risalente quindi allo stesso periodo di fondazione del tempio, restaurata e conservata in altro luogo.




















4. Chiesa di Santa Caterina (XVII sec.)
La chiesa dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, per come la vediamo oggi, è databile all’intervento infrastrutturale e di restauro realizzato nel 1685 da Francesco Roberto.
Allo stesso Roberto, infatti, secondo quanto riportato da un atto notarile del 1673, si deve anche il parziale rifacimento della chiesa originaria, come testimoniato da alcuni elementi architettonici presenti nella stessa: le due porte laterali; il soffitto a travi scoperte; ed ancora di più il corpo absidale coperto a cupola e la massiccia torre campanaria adiacente ormai ridimensionata. Tutto ciò ci porta a pensare che la sua fondazione avvenne in epoca rinascimentale.
Il prospetto principale si presenta con una elegante facciata decorata da semicolonne di gusto rinascimentale, due strette monofore ed un oculo centrale che si conclude in alto con un apparato di pinnacoli e volute di gusto barocco.
L’interno è a navata unica con soffitto a travi lignee scoperte sostenute da mensoloni scolpiti. Alla navata, attraverso un arco trionfale in pietra, è collegata l’abside a pianta quadrata coperta da una cupola a calotta emisferica con lanternino decorato ad affresco, raffigurante la Santa titolare in gloria fra due angeli, di gusto rinascimentale.
Il nuovo altare maggiore è arricchito dal paliotto settecentesco intarsiato con ovale raffigurante a rilievo la Martire alessandrina, traslato dal vecchio altare rimasto alle sue spalle in posizione originaria.
Su quest’ultimo, posta al centro, la statua lignea policroma della metà del Settecento, di buona fattura e pregio, raffigurante Santa Caterina d’Alessandria elegantemente abbigliata ed accompagnata dai consueti simboli iconografici (la spada, la ruota dentata, la testa mozza del tiranno).
Ai due lati dell’altare maggiore, nell’abside, si conservano due quadri: a destra, un settecentesco San Michele Arcangelo di Antonio Patti del 1809, replica della celebre tela eseguita da Guido Reni a Roma nel 1635; a sinistra invece una tela di Gaspare Camarda del 1628, raffigurante un Santo Vescovo o San Nicola di Bari o Sant’Agostino benedicente5.
Lungo la navata si trovano due altari “gemelli” contrapposti, decorati da stucchi settecenteschi e contenenti due statue: su quello di destra è posta l’effige dell’Immacolata; mentre su quello a sinistra si trova una intensa rappresentazione della Madonna Addolorata, raffigurata seduta mentre sgomenta sostiene il corpo esanime del Figlio.
Infine, di rilievo fra gli arredi il pulpito marmoreo proveniente dalla antica Chiesa di Gesù e Maria ed una acquasantiera cinquecentesca con l’immagine della Santa titolare.










5. Chiesa dei Santi Cosma e Damiano (XX sec.)
Fondata in origine probabilmente intorno al 1600, restaurata nel 1846 e danneggiata dal sisma del 1908, è stata di fatto completamente riedificata ed ampliata nel 1917 grazie al parroco Leonardo Principato ed al diretto intervento del cav. Riccardo Costarelli, del comm. Vincenzo Vinci ed altri benefattori, come ricorda una lapide marmorea collocata sul prospetto principale, tra il portale e l’occhialone6.
La nuova chiesa, di maggiori dimensioni rispetto alla preesistente, presenta una architettura modesta e di sapore agreste, con un campanile a vela affiancato al prospetto. L’interno a navata unica ospita tre altari dedicati ai Santi Martiri Cosma e Damiano a cui è dedicato il tempio, uno a Sant’Antonio di Padova col poverello e l’ultimo ad un Crocifisso ligneo coevo alla riedificazione.
Le statue policrome dei titolari, opera di maggior pregio della chiesa, sono state acquistate nel 1910 per la cappella privata di Villa Costarelli e poi donate al riedificato nuovo tempio, in sostituzione di un antico dipinto su tela ormai perduto.





6. Chiesa della Visitazione o della Pace (XVII sec.)
La fondazione dell’edificio, oggi di proprietà privata, risale quasi certamente alla seconda meta del 1500. Nella seconda metà del XVII sec. diviene di proprietà della famiglia Pizzinga e viene restaurato ed arricchito nel tempo. L’interno è a navata unica con un’abside semicircolare decorato con stucchi e un altare intersiato settecentesco sul quale è collocato l’eccezionale gruppo marmoreo della Visitazione di Elisabetta a Maria, capolavoro manierista datato 1604, siglato con le iniziali L.C., attribuito a Lazzaro o Lorenzo Calamech7.






7. Punto fiduciale Elissoide di Bessel (XIX sec.)
La struttura a forma di piccola torretta è realizzata su di un pianoro situato sul Monte Pace, punto panoramico sul villaggio, denominato nel dialetto locale “a ugghia”, l’ago in italiano, proprio ad indicare sul luogo la presenza di questo importante riferimento geografico.
Si tratta in effetti di uno dei tre punti in Italia, gli altri due si trovano a Torino ed a Monte Mario a Roma, usati da Bessel nel calcolo dell’Elissoide che porta il suo nome, per il sistema di riferimento catastale, utilizzato tra la fine dell’Ottocento e gli anni Quaranta del Novecento.


8. Monumento ai Caduti (XX sec.)
Monumento ai Caduti della Grande Guerra realizzato nel 1938 sul sito che ospitava l’antica Chiesetta dedicata alla Madonna di Loreto.
Recentemente, a pochi metri sulla sinistra, nello stesso luogo e stato collocato un monumento dedicato alla memoria del Finanziere Giovanni Denaro (Medaglia d’Oro al Valor Militare), nato a Castanea nel 1906 e caduto eroicamente in Grecia nel 1943.



9. Chiesa del Tonnaro (XVI sec.)
La Chiesa del Tindari, nota ai locali anche come Chiesa del Tonnaro “U Tunnaru”, sorge su un poggio che domina il Mar Tirreno ed il golfo di Milazzo, fino a giungere con lo sguardo al promontorio ove svetta il Santuario Maria del Tindari.
La pittoresca costruzione, chiusa da un recinto di mura merlate, è di antica origine, probabilmente databile al 1500, ma deve l’attuale aspetto a radicali lavori di rifacimento ed abbellimento condotti fra il 1934 e il 1938 e, infine, ad una risistemazione complessiva dell’edificio e delle aree esterne sul finire degli anni Novanta del Novecento8.
L’interno a navata unica, di modeste dimensioni, ha un solo altare su cui era collocata una statua della Madonna col Bambino di fattura rinascimentale, oggi conservata presso la Chiesa del Rosario.



10. Chiesa di Santa Rosalia
Uscendo da Castanea verso Rodia, sulla strada che sovrasta il torrente Giudeo, si incontra la modesta costruzione della chiesetta di Santa Rosalia realizzata in epoca incerta e restaurata nel 1938 come riportato nell’iscrizione che si trova sulla porta della stessa. Al suo interno, realizzato con volta a botte, sul piccolo altare posto al centro si trova una statua della Santa.



- 24 giugno – Processione di San Giovanni.
- 8 settembre – Processione Madonna Grazie.
- 26 settembre – Festa SS. Cosma e Damiano.
- Periodo natalizio – Presepe vivente.
1) G. Foti, Storia, arte, tradizioni nelle Chiese dei Casali di Messina, Messina, Grafo Editor 1992, pag. 425.
2) G. Foti, Storia, arte,… cit., pp. 425-426.
3) G. Foti, Storia, arte,… cit., pp. 434-437; G. Quartarone, Castanea. Orchidea dei Peloritani, Messina, Armando Siciliano, 2021, pag. 11.
4) G. Foti, Storia, arte,… cit., pp. 428-434; F. Chillemi, I casali di Messina. Strutture urbane e patrimonio artistico, Messina, EDAS, 1995, pag. 192; https://www.letteraemme.it/castanea-scoperti-il-vero-anno-e-il-vero-scultore-della-statua-di-san-giovanni-battista/
5) G. Foti, Storia, arte,… cit., pp. 437-438.
6) G. Foti, Storia, arte,… cit., pag. 443.
7) G. Foti, Storia, arte,… cit., pag. 440; A. Migliorato, Una miniera molto graziosa. Ricerche sulla scultura del Cinquecento nella Sicilia orientale e in Calabria, Messina, Magika, 2010, pp. 302-305; G. G. Mellusi, Fonti d’archivio per la storia religiosa di Castanea delle Furie, in Archivio storico messinese, n. 104, 2023, pp. 163-194.
8) G. Foti, Storia, arte,… cit., pag. 446.
IN AUTO 🚘 Dallo svincolo autostradale di Messina Giostra percorrere la Strada Comunale San Michele-Portella fino a Portella Castanea e da qui proseguire lungo la Strada Provinciale 50. Dallo svincolo di Villafranca Tirrena percorrere la Strada Statale 113 dir. fino alla località Marmora, e da qui imboccare la Strada Provinciale 51 fino a Portella Castanea e successivamente la Strada Provinciale 50 in direzione Castanea.
IN BUS 🚏 Nei giorni feriali, alla stazione centrale di Messina, prendere la linea ATM n° 29 (Castanea-Masse) o, in alternativa con una percorrenza maggiore, la linea ATM n° 30 (Curcuraci-Masse); nei giorni festivi, servirsi della linea ATM n° 29-30 (Masse).












