Massa San Giorgio, è un villaggio della VI circoscrizione del Comune di Messina, situato sui Monti Peloritani a circa 250 metri s.l.m. che dista approssimativamente 17 km dal centro di Messina. Gli abitanti sono denominati Baddechi in dialetto siciliano. Il Santo Patrono è San Giorgio che si festeggia la seconda domenica di luglio. La strada principale è la S.P. 50 che attraversa il casale.
LUOGHI DI INTERESSE
1. Chiesa di San Giorgio (XX secolo)
2. Resti Chiesa Anime del Purgatorio (XVIII sec.)
3. Antica fontana con lavatoio (XVIII secolo)
4. Chiesa di Sant’Antonio Abate (XV secolo)
5. Ruderi Abbazia S. Maria di Massa (XI secolo)
Massa San Giorgio, è un villaggio della VI circoscrizione del Comune di Messina, situato sui Monti Peloritani a circa 250 metri s.l.m. che dista approssimativamente 17 km dal centro di Messina. Gli abitanti sono denominati Baddechi in dialetto siciliano. Il Santo Patrono è San Giorgio che si festeggia la seconda domenica di luglio. La strada principale è la S.P. 50 che attraversa il casale.
LUOGHI DI INTERESSE
1. Chiesa di San Giorgio (XX secolo)
2. Resti Chiesa Anime del Purgatorio (XVIII sec.)
3. Antica fontana con lavatoio (XVIII secolo)
4. Chiesa di Sant’Antonio Abate (XV secolo)
5. Ruderi Abbazia S. Maria di Massa (XI secolo)
L’abitato di Massa San Giorgio si sviluppa sopra una collina, tra i torrenti Lavina e Corsari, in posizione strategica, ovvero nel punto di convergenza tra la Strada Provinciale 50 “di Castanea delle Furie” e la Strada Provinciale 45 “delle Quattro Masse”. Un tempo il territorio di Massa San Giorgio giungeva fino al mare, includendo le odierne frazioni di Acqualadroni, Spartà e Piano Torre, denominate con l’appellativo di “Masse marittime”1.
Massa San Giorgio è uno degli storici “Casali di Tramontana” della città di Messina. Ha origini remote che sono strettamente collegate all’Abbazia di Santa Maria de Austro dei monaci basiliani, meglio conosciuta con il nome di Abbazia di Santa Maria di Massa, costruita per volontà di Nicola Graffeo nel 1099.
La presenza dei basiliani sul territorio ha inciso sul nome degli abitanti di Massa San Giorgio che vengono chiamati “Baddechi”, un termine che fa riferimento all’abbazia2.
Nel 1691, Massa San Giorgio insieme alle altre Masse fu assegnata dalla Regia Corte a Don Antonio Furnari che trasmise questi possedimenti ai suoi successori fino a Don Pietro Stagno Asmundo Principe d’Alcontres (prima metà del XIX secolo)3.
Con una legge del 1866 il governo italiano soppresse le corporazioni religiose: di conseguenza l’Abbazia di Santa Maria di Massa fu confiscata e venduta a privati.
Il terremoto del 1908 provocò diversi danni nel villaggio, tra cui il crollo della chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio4.
1. Chiesa di San Giorgio (XX secolo)
La Chiesa parrocchiale di San Giorgio, ricostruita in stile eclettico alla fine degli anni Venti del Novecento, sorge in una posizione più elevata rispetto all’abitato, nel sito in cui si ergeva l’antica Chiesa di San Giorgio che venne distrutta dal terremoto del 1908.
Scarsi resti si conservano dell’edificio antico, più grande dell’attuale: un tratto del vecchio muro laterale destro, adattato a recinzione, quattro colonne frammentarie, due capitelli corinzi e due basi di colonna.
Al suo interno, a tre navate, si conservano invece diverse opere d’arte recuperate ed utilizzate nel nuovo tempio: i tre grandi altari intarsiati rococò con elementi neoclassici, di cui quello a destra datato 1766.
La statua policroma del Santo Patrono portata in processione per la festa che si celebra la seconda domenica di luglio.
Il quadro di San Giorgio datato 1718, una tela neoclassica raffigurante Santo Stefano, un pregevole Ciborio datato 1565, con le vigorose figure a rilievo dei Santi Pietro e Paolo, attribuibile alla scuola del Montorsoli, ed anche una cinquecentesca Madonna col bambino realizzata da Rinaldo Bonanno5.
Inoltre, provenienti dalla Chiesa di San Nicola sita nell’omonimo villaggio di Massa San Nicola, si trovano in questa Chiesa anche la tavola cinquecentesca originale dedicata alla Madonna della Scala ed una statua dell’Addolorata in cera, di antica fattura, con vesti in stoffa.

















2. Resti Chiesa Anime del Purgatorio (XVIII sec.)
Sulla piazzetta centrale del villaggio sorgeva la Chiesa delle Anime del Purgatorio di proprietà prima della famiglia Tuccari e poi degli Arena.
Dell’antico edificio settecentesco, oggi non più esistente e ridotto solo ad una quinta diroccata, rimangono solo il muro laterale destro e l’abside il cui arco trionfale, realizzato in mattoni è concluso da una elegante chiave di volta in pietra.
Nell’abside è stato realizzato nel 1988 il monumento ai Caduti delle due guerre mondiali, e sono stati collocati al suo interno una lapide commemorativa del 1951, un cannone ed alcuni simulacri di ordigni bellici6.



3. Antica Fontana con lavatoio (XVIII secolo)
Sulla strada che dalla piazzetta porta verso Sant’Antonio si incontra una Fontana settecentesca con lavatoio, a sezione triangolare, ornata da stemma marmoreo e semicolonne in stucco.
Lo stemma lapideo posto in bella vista su un lato della stessa ci ricorda che essa è stata commissionata e realizzata dal Duca di Furnari, al tempo insignito anche del titolo di Barone delle Quattro Masse.



4. Chiesa di Sant’Antonio Abate (XV secolo)
Questo edificio sacro fu più volte ristrutturato nel corso dei secoli, ma conserva ancora oggi elementi quattrocenteschi nella facciata. Una prima ricostruzione risale al 1570, mentre l’interno fu rifatto in legno negli anni 30 con elementi tipici dell’edilizia baraccata post-sisma.
La Chiesa, posta su una breve gradinata, presenta una semplice facciata a capanna, culminante in una nicchia con la statuetta del Santo titolare, caratterizzata però da due portali, differenti fra loro per forma e dimensioni, quello di sinistra architravato, mentre quello di destra ad arco ogivale. Una finestra amorfa completa la facciata.
Sul margine sinistro, spicca invece la piccola torre campanaria con cupola “mammellare”, facente corpo unico con la Chiesa.
L’interno, a navata unica con abside semicircolare preceduta da arco ogivale, risulta meno leggibile per i rifacimenti eseguiti verso il 1930; la copertura è stata rifatta con travi a vista, mentre il pavimento è in cemento.
Di particolare interesse sono l’altare maggiore in legno, con statua policroma di Sant’Antonio Abate, opera di artigianato, eseguita durante la ricostruzione, come anche l’altare della Madonna di Pompei.
L’altare in marmo di Sant’Antonio di Padova, del 1930, ed il Pulpito ligneo del 1916, decorato da motivi in finto marmo, con soggetti religiosi.
L’unico elemento d’epoca rimasto, pur se parzialmente rovinato è l’acquasantiera in marmo bianco7.








5. Ruderi Abbazia S. Maria di Massa (XI secolo)
Fuori dal villaggio, in contrada “Badia”, sulla vecchia strada che conduce a Spartà, si trovano oggi in proprietà privata i ruderi dell’Abbazia di Santa Maria di Massa, in origine Santa Maria de Austro od anche Santa Maria Massarum.
Il vetusto cenobio era stato fondato verso il 1099 da Nicodemo, al secolo Nicola Graffeo, fratello del più noto Scholarius, fondatore del Monastero del SS. Salvatore di Bordonaro. Nel 1538 i suoi proventi furono devoluti per la costruzione del nuovo fabbricato del SS. Salvatore dei Greci.
Le sue secolari vicende storiche sono riscontrabili nei diversi interventi e fabbricati che, ridotti in rovina dal terremoto del 1908, palesano elementi eterogenei attribuibili al Seicento e al Settecento: estesi lavori dovettero essere eseguiti dopo il terremoto del 1783 e solo scarsi elementi ricordano le sue origini medievali.
I ruderi della piccola chiesa a navata unica rettangolare (apparentemente senza abside) sono preceduti da un pronao che presenta una semplice porta ad arco su cui si legge una breve iscrizione (ABBAS D. ANTONIUS ZIRILLI 1684), si apre su di essa anche una grande finestra; al suo interno si notano la volta a mattoni ed una porta architravata, arricchita da paraste doriche con volute ornamentali.
L’intero manufatto può considerarsi un elemento aggiunto nella seconda metà del Seicento alla chiesa più antica e sopravvissuto allo sfacelo per la sua relativa modernità.
Poco rimane ormai della chiesa travolta dal crollo del 1908: della facciata, addossata al pronao e conservata, si osserva il cantonale destro in blocchi di calcare e lava alternati, secondo un gusto medievale non databile con esattezza, rimangono inoltre il muro destro, conservato fino ad una certa altezza, e un breve spezzone di muro sinistro.
Si conserva inoltre una iscrizione del 1795 sulla lastra che copriva la cripta, testimonianza di lavori eseguiti dopo il terremoto del 1783 e null’altro di più della chiesa, che era dotata di tre altari con quadri di S. Basilio e della Madonna della Lettera e di un campanile.
Quanto ai ruderi del monastero, si accede ad esso attraverso una semplice porta ad arco simile a quella del pronao, superata la quale, si trovano i resti di un chiostrino su pilastri in muratura di cui restano solo due archi ed i crolli relativi ad altri due lati; i resti del quarto lato sono scomparsi per la costruzione della vicina casa.
L’esame delle strutture e dei materiali rimasti, compresa anche la fontana addossata ad un pilastro del chiostrino, induce a ritenere che il complesso sia stato comunque rimaneggiato parzialmente riedificato dopo il terremoto del 1783.
Si ricorda infine la presenza, lungo la stradella che conduce dal centro abitato del villaggio alla Badia, di un rustico Fontanile, contrassegnato da una croce greca e datato probabilmente 1689, recentemente demolito da ignoti, per la parte che occupava la sede stradale, e di cui si spera il completo recupero e restauro.











- Seconda domenica di luglio – Processione di San Giorgio
1) N. Berenato, Terra di Massa, Messina, Spignolo 1999, pag. 15.
2) N. Berenato, Terra…cit., pag. 10.
3) E. Caratozzolo, Le Quattro Masse (Messina): dati preliminari d’analisi storico-territoriale e valorizzazione, Galleria. Rivista di cultura, di storia patria, di scienze letterarie e artistiche e dell’antichità siciliane, Anno 2, N. 2, Gennaio-Giugno 2021, pag. 292.
4) G. Foti, Storia, arte, tradizioni nelle Chiese dei Casali di Messina, Messina, Grafo Editor 1992, pag. 396.
5) N. Berenato, Terra…cit., pp. 16-19; G. Foti, Storia, arte, … cit., pag. 396; E. Caratozzolo, Le Quattro Masse…cit., pp. 287-312.
6) N. Berenato, Terra…cit., pag. 15.
7) N. Berenato, Terra…cit., pp. 16-19; E. Caratozzolo, Le Quattro Masse…cit., pag. 293.
8) N. Berenato, Terra…cit., pp. 16-19; E. Caratozzolo, Le Quattro Masse…cit., pp. 290-291.
IN AUTO 🚘 Dallo svincolo autostradale di Messina Giostra raggiungere, mediante la Galleria San Jachiddu, il Viale Annunziata, percorrere la Strada Panoramica dello Stretto e uscire allo svincolo di Pace, o in alternativa a quello di Marotta. Proseguire in direzione Curcuraci e da qui imboccare la Strada Provinciale 45 “delle Quattro Masse”.
IN BUS 🚏 Nei giorni feriali, alla stazione centrale di Messina, prendere la linea ATM n°30 (Curcuraci-Masse) o, in alternativa, la linea ATM n°29 (Castanea-Masse); nei giorni festivi, servirsi della linea ATM n° 29-30 (Masse).












