I Casali di Tramontana

Un territorio tutto da riscoprire

Gli antichi casali di tramontana

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GLI ANTICHI CASALI DI TRAMONTANA

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Notizie dal territorio dei Casali di Tramontana

Notizie dal territorio dei Casali di Tramontana

Salice: L’AMAM, come chiesto dal Movimento, ha ripristinato lo stato dei luoghi in corrispondenza dell’intervento di manutenzione alla rete idrica ed alla fontana pubblica, sottostante la chiesa della SS. Annunziata.
Salice: L’AMAM, come chiesto dal Movimento, ha ripristinato lo stato dei luoghi in corrispondenza dell’intervento di manutenzione alla rete idrica ed alla fontana pubblica, sottostante la chiesa della SS. Annunziata.

Grazie al fattivo e puntuale intervento del Movimento Casali di Tramontana, l'AMAM ha prontamente provveduto a ripristinare lo stato dei luoghi in corrispondenza dell’intervento di manutenzione alla rete idrica ed alla fontana pubblica, sottostante la chiesa della SS. Annunziata, in via Principe Umberto.

Ancora una volta, e per Salice è già avvenuto in diverse occasioni, viene dimostra la validità del principio, della filosofia e della finalità anche concreta di quello che il Movimento Civico Casali di Tramontana rappresenta oggi e che, ancora di più, potrà rappresentare per il futuro dell'intero territorio, se le individualità e risorse umane e professionali presenti nei singoli villaggi, verranno messe al servizio e faranno rete fra loro, per essere tutti insieme Comunità ed Identità di tutti i villaggi e le contrade dei Casali di Tramontana.

Insieme, e con un identità condivisa e coesa, possiamo essere indiscutibilmente più forti, nel riuscire ad affrontare i problemi, nel proporre soluzioni, difendere, valorizzare e promuovere il territorio, e via dicendo, l'elenco potrebbe continuare ancora.

La questione in esame, si trascinava nella sua staticità e nell'abbandono ormai da diversi mesi, forse dimenticata o "semplicemente" trascurata, "...tanto di quattro paesani si tratta...", avranno magari pensato, "...possono aspettare....".

Sicuramente qualcuno al bar o in piazza si sarà lamentato, forse sarà anche partita qualche telefonata all'indirizzo di qualche politicante che avrà detto come è sempre capitato anche in passato "...ci penso io !..".

Non funziona più cosi, oggi bisogna saper scrivere formalmente, intrattenere rapporti interlocutori all'altezza della questione con gli uffici preposti e poi, altro elemento importante, dimostrare che la richiesta viene da una comunità, che si tratta di cosa pubblica, nota a tutti i cittadini, non richiesta o cortesia personale o finalizzata a scambio politico/elettorale.

Così funziona oggi, ed è cosi che agisce il Movimento Casali di Tramontana, con i suoi Gruppi Operativi, come quello Tecnico a cui si deve l'odierno risultato, e le persone che liberamente e gratuitamente ne fanno parte per spirito di comunità e nell'idea di ridare dignità e lustro al nostro bellissimo ma trascurato territorio.

Un esempio da seguire dunque, potenzialmente da parte di tutti i cittadini residenti sul territorio, ciascuno per le proprie competenze, tempo e capacità.

Siamo tutti chiamati in causa dunque, dobbiamo progressivamente tendere a diventare una vera e propria unica comunità consapevole e coesa di cittadini, solo così possiamo sperare di invertire la rotta che ci sta portando all'abbandono ed allo spopolamento e provare insieme ad immaginare e realizzare un nuovo futuro per i nostri villaggi.

Ecco a seguire il riscontro Pec dell'AMAM alla nota inviata dal Movimento lo scorso 14 gennaio e le foto relative alla conclusione dei lavori effettuati nei giorni scorsi.

Salice: L’AMAM, come chiesto dal Movimento, ha ripristinato lo stato dei luoghi in corrispondenza dell’intervento di manutenzione alla rete idrica ed alla fontana pubblica, sottostante la chiesa della SS. Annunziata.
Salice: Inoltrata una richiesta per il ripristino dello stato dei luoghi a seguito dell’intervento di manutenzione alla rete idrica da parte dell’AMAM in corrispondenza della fontana pubblica, sottostante la chiesa della SS. Annunziata.
Salice: Inoltrata una richiesta per il ripristino dello stato dei luoghi a seguito dell’intervento di manutenzione alla rete idrica da parte dell’AMAM in corrispondenza della fontana pubblica, sottostante la chiesa della SS. Annunziata.

Nuovo intervento di monitoraggio e di attenzione alle criticità infrastrutturali del nostro territorio ad opera del Nucleo Tecnico di supporto alle attività del Gruppo Tecnico del Movimento. Questa volta l’attenzione e stata rivolta alla situazione di degrado strutturale che si è venuta a creare a seguito dell'intervento di manutenzione alla rete idrica da parte dell'AMAM in corrispondenza della fontana pubblica sottostante la chiesa della SS. Annunziata, in via Principe Umberto a Salice.

In questo caso, l’intervento di manutenzione straordinaria alla rete idrica in oggetto è stato effettuato durante il periodo estivo, quindi ormai quasi 5-6 mesi addietro.

Il lavoro però non è stato portato a termine in modo adeguato e soddisfacente, infatti, cosi come documentato dalle foto allegate alla nota inviata dal Movimento, è rimasta soltanto la predisposizione dell’allaccio per la ricollocazione della fontana pubblica, sono stati riallocati in maniera del tutto provvisoria gli elementi del basolato costituenti la cordonatura del marciapiede, per non parlare poi di come è stata lasciata la sezione stradale adiacente alla stessa.

E' inaccettabile dunque che questo intervento rimanga ancora in questa deplorevole condizione, è necessario adesso, sia per la sicurezza stradale che per il decoro pubblico, che il lavoro di ripristino venga concluso a regola d'arte e che anche la fontana venga rimessa in funzione al più presto.

Anche in questa occasione dunque, il Movimento Casali di Tramontana ha inoltrato in data odierna formale e documentata richiesta per un'immediato intervento di ripristino dei luoghi che sarà seguita fino a conclusione dei lavori.

Ecco a seguire la nota inviata.

Salice: Inoltrata una richiesta per il ripristino dello stato dei luoghi a seguito dell’intervento di manutenzione alla rete idrica da parte dell’AMAM in corrispondenza della fontana pubblica, sottostante la chiesa della SS. Annunziata.
Castanea delle Furie: Inviata al Comune una richiesta di interventi urgenti di manutenzione straordinaria e/o ordinaria, sulla strada comunale tra la S.P. 50 ed il cimitero del villaggio.
Castanea delle Furie: Inviata al Comune una richiesta di interventi urgenti di manutenzione straordinaria e/o ordinaria, sulla strada comunale tra la S.P. 50 ed il cimitero del villaggio.

Continua l’attività di monitoraggio e di attenzione alle criticità infrastrutturali del nostro territorio ad opera del Nucleo Tecnico specializzato a supporto delle attività del Gruppo Tecnico del Movimento. Questa volta l’attenzione e stata rivolta alla strada comunale di collegamento tra la S.P. 50 ed il cimitero del villaggio.

In questo caso, nessun intervento di manutenzione ordinaria è stato programmato né messo in atto negli ultimi anni e pertanto, la pavimentazione stradale, si presenta oggi in uno stato di forte degrado da usura, con dissesti localizzati e non, specialmente in prossimità dei tornanti dove si hanno bruschi cambiamenti di pendenza trasversale, oltre alla forte pendenza longitudinale che caratterizza la strada stessa, come documentano le foto in allegato alla nota inviata.

Inoltre, per quanto riguarda la raccolta delle acque meteoriche, non è presente nessun tipo di opera idraulica atta allo scopo, tranne una griglia di raccolta delle acque bianche posta in prossimità dell’innesto con la SP 50, procedendo da valle verso monte, attualmente però completamente occlusa ed inefficace.

Quasi del tutto assenti infine i dispositivi di ritenuta stradale, rappresentati delle barriere di sicurezza di tipo guard-rail, come pure abbandonate a se stesse si presentano anche le fasce laterali di pertinenza del corpo stradale che necessitano pertanto di urgenti e periodiche opere di scerbatura e pulitura lungo l’intero tracciato.

Per quanto sopra esposto dunque, il Movimento Casali di Tramontana ha inoltrato una richiesta di intervento ai competenti uffici comunali, per la messa in opera di urgenti interventi di manutenzione straordinaria e/o ordinaria per la messa in sicurezza della strada in oggetto.

Ecco a seguire la nota inviata.

Castanea delle Furie: Inviata al Comune una richiesta di interventi urgenti di manutenzione straordinaria e/o ordinaria, sulla strada comunale tra la S.P. 50 ed il cimitero del villaggio.
Castanea delle Furie: Ripartono gli incontri in presenza del Gruppo Cultura del Movimento Casali di Tramontana.
Castanea delle Furie: Ripartono gli incontri in presenza del Gruppo Cultura del Movimento Casali di Tramontana.

Ripartono con il nuovo Anno appena iniziato gli incontri in presenza del Gruppo Cultura del Movimento Casali di Tramontana. Il primo appuntamento di questo nuovo ciclo si è tenuto, nel pomeriggio di lunedì 3 gennaio, presso il Museo Etno-Antropologico "I Ferri du Misteri" di Castanea.

Non è stata comunque casuale la scelta di tenere questo primo appuntamento per il 2022 del Gruppo Cultura presso il Museo di Castanea, ma un omaggio al lavoro ed alla memoria del suo fondatore, il Cav. Domenico Gerbasi, che purtroppo ci ha lasciato ormai quasi un anno fa.

Vogliamo qui ricordare che il Cav. Gerbasi, nel momento stesso in cui è stato informato, poco più di due anni fa, della costituzione e dell'esistenza del Movimento, ha voluto fin da subito aderire convintamente al nostro progetto, divenendo Socio attivo dello stesso, mettendo fra l'altro a completa disposizione per incontri e riunioni la struttura ed i locali del Suo Museo.

La collaborazione e la vicinanza di intenti al fine di valorizzare e promuovere il nostro territorio continua comunque ancora oggi, in quanto la sua disponibilità ed il suo esempio sono patrimonio comune anche della Sua famiglia, ed in particolare dell'Arch. Franco Gerbasi, amico e Socio, che come il padre ha l'intento e la voglia di proseguire il comune percorso intrapreso finora.

Quanto invece ai contenuti della riunione, è stata confermata la volontà e l’intendimento di proseguire e concludere l’acquisizione di materiale e notizie che potranno essere utili a redigere intanto una prima stesura di un racconto storico/artistico che accomuni ed unisca, anche da questo punto di vista, i villaggi e le diverse contrade del nostro territorio.

Si tratta solo dell’inizio di un lavoro lungo ed impegnativo in quanto, oltre a reperire quanto disponibile nei vari contesti e luoghi dei Casali, sarà poi indispensabile avviare una fase di studio e successivamente di sintesi, seguendo sempre un unico filo conduttore, che racconti una storia comune anche negli usi e costumi dei suoi abitanti e delle tradizioni locali.

Infine poi, l'incontro si è rivelato anche l'occasione giusta per incrementare il numero di adesioni al progetto per il territorio del Movimento Casali di Tramontana, con l'iscrizione di due nuovi Soci.

Uniti si vince…!!!

Castanea delle Furie: Ripartono gli incontri in presenza del Gruppo Cultura del Movimento Casali di Tramontana.
Rodia: Inviata al Comune una richiesta di urgenti interventi di manutenzione straordinaria e/o ordinaria per la strada di collegamento tra la SS 113 e contrada Policara.
Rodia: Inviata al Comune una richiesta di urgenti interventi di manutenzione straordinaria e/o ordinaria per la strada di collegamento tra la SS 113 e contrada Policara.

Prosegue l'attività di monitoraggio e di attenzione alle criticità infrastrutturali del nostro territorio ad opera del Nucleo Tecnico specializzato a supporto delle attività del Gruppo Tecnico del Movimento. Questa volta l'attenzione e stata rivolta alla strada comunale di collegamento fra la SS 113 e la contrada Policara, che si trova a monte del villaggio di Rodia.

In questo caso il problema principale è costituito dalla pavimentazione stradale e dalla rete dei sottoservizi, nessun intervento di manutenzione ordinaria è stato programmato né messo in atto negli ultimi anni, e pertanto oggi l’infrastruttura si presenta in uno stato di forte degrado da usura, con dissesti localizzati e non, come documentano le foto in allegato alla nota inviata.

Inoltre, nelle medesime condizioni di abbandono versano le opere idrauliche a difesa del corpo stradale, quali le anzidette caditoie e le canalette per il deflusso delle acque superficiali, ove esistenti, che pertanto necessitano di opere di scerbatura e pulitura.

Mancano ancora in buona parte, fra l'altro, le sotto reti ed impianti per l’approvvigionamento idrico e dei condotti idonei alla raccolta ed allo scarico delle acque nere con i relativi allacciamenti alla rete urbana principale, compresi gli impianti di depurazione.

Per quanto sopra esposto dunque, il Movimento ha inoltrato una richiesta di intervento ai competenti uffici comunali, per la messa in opera di urgenti interventi di manutenzione straordinaria e/o ordinaria per la messa in sicurezza della strada in oggetto.

Ecco a seguire la nota inviata.

Rodia: Inviata al Comune una richiesta di urgenti interventi di manutenzione straordinaria e/o ordinaria per la strada di collegamento tra la SS 113 e contrada Policara.
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Approfondiamo meglio i Casali di Tramontana

Il territorio che può considerarsi appartenente ai Casali di Tramontana, si estende per una superficie di circa 6170 ettari. Di fatto lo si può identificare, con l’area corrispondente all’insieme degli ex quartieri XII e XIII del Comune di Messina, ed è popolato attualmente da circa 8700 abitanti.

Oggi questo comprensorio fa parte, dal punto di vista amministrativo, dell’attuale VI Circoscrizione del Comune di Messina, che inglobando anche l’area assegnata all’ex XI quartiere, fa riferimento alla Sede Civica di circoscrizione ubicata a nel villaggio di Ganzirri.

Purtroppo la scelta operata negli anni passati di ridurre drasticamente il numero delle circoscrizioni da quattordici a sei, ha avuto come conseguenza quella di penalizzare pesantemente tutte le realtà periferiche esistenti in tale contesto, sminuendo e marginalizzando ancora più che in passato il nostro territorio, che in tal modo ha perso definitivamente e contemporaneamente due Quartieri e le rispettive Sedi Civiche di Castanea e Rodia.

Per quanto ci riguarda, si tratta di villaggi collinari e marini, ciascuno dei quali conta una popolazione variabile dai 500 a 1000, fino a quasi i 3000 abitanti, che pur appartenendo al Comune di Messina o meglio gestita unitamente alla città di Messina, non riscontra una effettiva comunanza di bisogni, di continuità fisica e di interessi con la città stessa, e di fatto e senza alcun dubbio rappresenta un’entità territoriale e sociale, per tradizioni e cultura, certamente distante e diversa dalle problematiche di gestione e amministrazione del contesto cittadino.

Altresì, che detta area è completamente avulsa dalla realtà messinese, lo si nota percorrendo le strade collinari e marittime, infatti il litorale è vario e lontano dallo stretto di Messina, insiste infatti completamente sulla zona tirrenica, e l’entroterra è aspro, costituito da avvallamenti, forti pendii e ricco di vegetazione boschiva.

Tali caratteristiche differenziano notevolmente dunque la composizione del territorio in oggetto da quella “tipica” del resto del Comune di Messina, dove si notano invece l’elevata densità di abitanti ed una conurbazione metropolitana completamente diversa dalla nostra realtà abitativa.

La nostra area ricade, come detto, all’interno del territorio comunale di Messina, all’estremità nord-orientale della Sicilia. Si estende, in direzione Nord - Sud dalla costa tirrenica ai villaggi di Castanea delle Furie, Salice, Gesso e le Masse, mentre, in direzione Est – Ovest risulta delimitato dalle fiumare di Tono (ad Est) e Gallo (ad Ovest).

L’ambito così delimitato comprende numerosi centri abitati: Castanea delle Furie; Salice; Gesso; Massa S. Giorgio; Massa S. Nicola; Massa S. Lucia; Massa S. Giovanni; Spartà; S. Saba; Acqualadrone; Rodia; Ortoliuzzo; Piano Torre; oltre le numerose contrade distribuite all’interno del medesimo contesto.

La morfologia del territorio esaminato presenta notevoli particolarità che hanno profondamente influenzato la nascita e la storia di tali insediamenti, ed in tal senso si possono evidenziare quattro elementi caratteristici di quest’area:

  • i crinali collinari, ultima propaggine del crinale principale dei Monti Peloritani, che nel territorio in esame si sviluppano degradando lentamente verso altitudini sempre più basse;
  • i “puntali” che sembrano isolarsi dal contesto emergendo con ampie terrazze naturali sul territorio circostante;
  • i “piani” che all’altitudine inferiore al centinaio di metri sul livello del mare, interrompono con ampie pianure la rapida pendenza della linea dei crinali collinari, per poi degradare molto rapidamente e definitivamente a ridosso della linea di costa;
  • le fiumare che solcano molto profondamente il territorio sfociando nel Tirreno, disegnando ampie ed importanti valli come quella del torrente Corsari e del torrente Rodia.

I crinali collinari rappresentano l’elemento caratteristico di tutto il nostro territorio, già in epoca antica, su di essi infatti, ed in particolare su alcuni ampi terrazzamenti naturali che li intervallano, sono stati fondati ed in seguito si sono sviluppati i principali centri abitati del comprensorio, come Castanea delle Furie, Salice, Gesso e le Masse.

Sui “piani” invece, che come detto si trovano ad un altitudine inferiore al centinaio di metri rispetto al livello del mare, sono sorti tra la fine del 1800 e, soprattutto, all’inizio del 1900, prima come semplici colonie agricole e poi progressivamente come centri abitativi autonomi le frazioni di Spartà, OrtoLiuzzo, Piano Torre, ecc.

Solo a partire dagli inizi del 1900, si sono poi invece progressivamente creati e sviluppati gli insediamenti costieri, rimasti comunque delle “colonie” dei centri collinari quasi fino alla fine della seconda guerra mondiale, attorno ad essi infatti si praticava l’attività agricola svolta nelle vallate e nei pianori posti sul versante tirrenico, e la pesca al largo di Capo Rasocolmo. A partire invece dagli anni 50 del secolo scorso, si consolida definitivamente la loro formazione di veri e propri villaggi autonomi.

La presenza delle numerose fiumare, tipiche del territorio, ci permette infine di parlare delle infrastrutture viarie. E’ chiaro infatti che lo sviluppo del tessuto urbano di tutta quest’area, è stato reso possibile dalla progressiva realizzazione e potenziamento della rete stradale.

E’ noto infatti che fino alla metà dell’ottocento, fosse sviluppata, quasi esclusivamente, la rete viaria lungo i crinali e le vallate solcate appunto dalle fiumare ed orientate soprattutto verso il versante tirrenico, in un momento in cui ancora non esistevano né la Diramazione della S.S. 113, né la linea tranviaria extraurbana.

Si trattava chiaramente di trazzere in parte scomode e ripide che oltre a collegare il  versante costiero tirrenico con l’interno, tramite appunto le fiumare, servivano anche da collegamento fra i vari insediamenti collinari.

Quanto alle caratteristiche del suolo va detto che l’intera area considerata si contraddistingue, in questo differenziandosi dai fondovalle limitrofi alla Città di Messina, per l’intensa vocazione agricola che il territorio esaminato possiede, in accordo con quanto riportato dalle notizie storiche che descrivono la terra dei Casali di Tramontana, come un territorio sempre rigogliosamente coltivato e grande produttore di olio e di vino.

Partendo dai terreni prossimi ai villaggi collinari possiamo immediatamente notare la presenza, non solo di estese coltivazioni di ulivo e, più sporadicamente, di agrumeto, vigneto e alberi da frutto, ma anche di vaste aree terrazzate, oggi purtroppo in stato di abbandono, che testimoniano un passato agricolo decisamente più intenso di quello attuale.

Lasciando le aree coltivate poste a quota più elevata, e scendendo verso valle, incontriamo le grandi coltivazioni di ulivo che coprono quasi uniformemente i piani “Torre”, “Mastro Pagano”, “Savoca” e “Rocca”, e che qui costituiscono una vera e propria istituzione storica.

Queste ordinatissime, antiche e rigogliose coltivazioni, inserite nel peculiare contesto geomorfologico  dei “piani” posti quasi a picco sul mare e protesi come straordinarie terrazze verso lo scenico panorama delle Isole Eolie, posseggono un carattere di pregio ambientale che possiamo annoverare tra le risorse di maggior valore offerte dal territorio esaminato.

Altro elemento di pregio del territorio, riscontrato con l’analisi dell’uso del suolo è l’estensione della copertura boschiva, quasi completamente costituita da pinete, che copre l’area di Piano Campi, Piano Ravelli e Piano Monaci, l’importante pineta “Candelara”, giungendo in alcuni punti (la pineta di Calamona ne è un esempio) fin quasi sul mare.

Spostando la nostra attenzione dalla morfologia territoriale all’analisi dei luoghi e degli insediamenti, si vede subito che l’intera area comprende il crinale principale dei monti Peloritani con centro geografico Castanea delle Furie, nodo principale di collegamento fra il versante ionico e quello tirrenico, che durante i secoli è diventato e si è imposto come vera “Foria” ovvero porta di transito per i commerci, mercato e centro di controllo di tutto il territorio circostante.

Dal punto di vista storico è noto come l’inurbamento dei grossi centri, avvenuta nel corso dei secoli, sia stata all’origine della frattura determinatasi tra la civiltà dei casali, basata soprattutto su un attività di tipo agricolo, e quella cittadina, che traeva la sua forza maggiore nell’economia industriale e mercantile.

La storiografia locale attribuisce l’origine dei casali collinari al periodo delle invasioni saracene; il prolungarsi delle ostilità tra Bizantini e Arabi nel Valdemone può aver indotto la popolazione ad abbandonare le pianure e la stessa Messina per condurre una esistenza più sicura nelle profonde valli dei torrenti o addirittura ai piedi del Dinnammare e di monte Ciccia.

In tali condizioni, furono valorizzati quindi siti di indubbio valore strategico che garantivano alla popolazione una certa difesa contro le incursioni nemiche. Bisogna dire però, che l’ipotesi di una generale fuga della popolazione verso le pendici del Dinnammare ed altre vette dei Peloritani non ha riscontri documentali o archeologici, riferendosi ad uno dei periodi storici più poveri di siffatti mezzi di prova.

Tuttavia soccorrono altri convincenti elementi quali la toponomastica, pressoché interamente greca a cominciare dal nome del Dinnammare, e lo studio dei culti locali che appartengono all’ambiente greco e si sono conservati grazie al secolare isolamento.

In ogni caso, e’ certamente dimostrato come soltanto in epoca normanna la presenza di una serie, di peraltro modesti, cenobi basiliani  ci assicura sulla diffusa presenza umana sul territorio e sulla formazione dei casali a noi storicamente noti.

In tal senso, esistono tracce di note migrazioni altomedievali dalle Province perdute dall’Impero ad Oriente: un ampio flusso di profughi orientali, ma da secoli grecizzati per lingua e cultura, raggiunse le tranquille province occidentali determinando una massiccia immissione di nuovi elementi culturali.

Appare concreta dunque, la possibilità di riferire ad epoca di poco posteriore al settimo secolo d.C. il formarsi di questo nuovo e particolare ambiente culturale che consente infine di ipotizzare che i villaggi collinari si siano formati fra ottavo e nono secolo, appunto durante le invasioni arabe. Ricordiamo infatti che Messina cadde in mano musulmana nell’843 d.c.

Successivamente l’arrivo degli Arabi mutò la situazione dell’area, né si può pensare a nuovi imponenti afflussi in epoca normanna quando la grecità siciliana era ormai in fase involutiva.

Pertanto, concludendo,  l’ipotesi che la popolazione di Messina bizantina, in cerca di sicurezza, abbia dato origine ai casali collinari appare alquanto realistica in rapporto alla tradizione locale.

Risalgono al periodo normanno le prime testimonianze storiche sui villaggi ed anche gli edifici più antichi ancora esistenti, già in questo periodo sorgevano infatti piccoli cenobi basiliani sul versante nord di Messina, come quelli di Salice, Gesso e Massa San Giorgio.

Questa pregressa presenza del monachesimo basiliano, con la sua opera di dissodamento e coltivazione del territorio ricadente in tale area, portata avanti dai monaci,  evidenzia forse una diretta connessione con la fondazione e lo sviluppo dei villaggi rurali.

Tuttavia non è abbastanza chiaro quanto il monachesimo abbia effettivamente inciso sulla occupazione umana del suddetto territorio.

Il collegamento ancora visibile, tra monasteri e casali, lascia intuire che i monaci hanno favorito lo stanziamento dei contadini nei pressi dei monasteri in grossi agglomerati, secondo un rapporto che richiama la struttura delle ville rustiche del basso impero.

Probabilmente, mentre alcuni casali arroccati in posizione strategiche potrebbero ancora ricordare l’epoca delle invasioni, altri abitati più aperti e prossimi ai torrenti potrebbero attribuirsi all’attività dei monaci tendente a favorire l’insediamento rurale nelle valli, di cui peraltro è traccia in documenti che parlano addirittura di nuove fondazioni o lasciano intendere tale attività.

A partire dall’età normanna, i casali subiscono un consolidamento ed una fase di espansione grazie anche allo sviluppo delle attività legate alla produzione della seta e ad altre consolidate coltivazioni (vite ed olivo) nonché allo sfruttamento dei boschi e delle risorse minerarie.

Al tardo medioevo sembra inoltre risalire l’edificazione di fortificazioni e torri, connesse all’ormai incipiente pericolo legato alla incursioni barbaresche.

Agli inizi del Cinquecento, sorti gli ultimi casali con toponimi ormai latini, il processo di occupazione del territorio può considerarsi concluso.

Una fase di notevole crescita tra metà Cinquecento e metà Seicento, perfettamente corrispondente a quella registrata nel centro città, si può ipotizzare in base all’edificazione di importanti parrocchiali ricche di opere d’arte. Segue una apparente stasi in coincidenza con i gravi avvenimenti che sconvolsero Messina.

Notevole è l’attività edilizia settecentesca, che risulta però nel suo complesso di tono minore ed in parte sollecitata dal terremoto del 1783.

Nell’Ottocento i casali vivono una fase critica dovuta per un verso alla crisi della sericoltura e quindi di tutte le attività ad essa connessa, e dall’altra al dissesto idrogeologico, conseguenza del disboscamento e della radicale modificazione subita per secoli da gran parte del territorio.

Tra la fine del secolo ed il disastro del 1908, si registrano comunque benefici interventi con opere di rimboschimento ed anche a provvedimenti in materia di viabilità e igiene pubblica, che pur realizzando un miglioramento delle condizioni di vita, non riescono comunque ad eliminare una certa emarginazione sociale ed economica.

Il terremoto del 1908 risparmia in parte i villaggi collinari, che dunque superano il momento critico del disastro, ma da quel momento decadono progressivamente di importanza, perdendo la loro fisionomia tradizionale.

Al centro dei Peloritani il territorio di Castanea delle Furie, delle Masse e dei casali di Salice e Gesso, rappresenta un’insieme organico di particolarità di carattere naturalistico, abitativo e sociale, che certamente lo contraddistingue nettamente da tutto il resto del territorio cittadino, anche rispetto alle altre realtà periferiche, ormai legate culturalmente e fisicamente al nucleo urbano della città di Messina.

Ma descriviamo brevemente questi insediamenti che costituiscono le aree abitative di maggior rilievo presenti sul territorio.

Castanea delle Furie, costituisce certo il più importante dei Casali di Tramontana, con due parrocchiali, ormai unificati, e numerosi monasteri, palazzi signorili, cappelle, da tempo scomparsi o in buona parte in stato di abbandono. Ad ogni modo conserva ancora una complessa struttura urbanistica arricchita da notevoli edifici e opere d’arte databili dal tardo Medioevo all’eclettismo del primo Novecento.

Appare dunque evidente, vista anche la sua collocazione geografica, che Castanea è stato da sempre un nodo nevralgico dell’intero sistema di comunicazioni intorno a Messina, destando nei secoli, giustamente, anche l’interesse dei Cavalieri di Malta, i quali per lungo tempo ne hanno tenuto la giurisdizione civile, ma anche, in contesa con l’Arcivescovo di Messina, quella ecclesiastica.

Non si può però non citare l’interesse da sempre mostrato, verso tale insediamento dalle istituzioni cittadine, per ovvie ragioni economiche e territoriali, ma anche quello di importanti famiglie nobiliari nel corso dei secoli.

Nello stesso comprensorio insistono le quattro Masse, sviluppatesi in prossimità della “Badia” basiliana di Santa. Maria di Massa, un monastero fondato nel 1099, ma ormai in rovina, che si trova nelle immediate vicinanze di Massa S. Giorgio il più importante insediamento dei quattro, con Massa S. Giovanni, Massa S. Lucia e Massa S. Nicola, quest’ultimo ormai quasi del tutto disabitato.

Alla medesima area, create dagli abitanti dei suddetti villaggi, a partire da colonie agricole e marine, si trovano: Acqualadrone, e Spartà alla foce della fiumara dei Corsari, ma anche Piano Torre, legati storicamente alle Masse; San Saba e Rodia, legati a Castanea, come pure, Calamona e Policara.

 

Più a ovest, troviamo invece gli importanti insediamenti di Salice e Gesso, a monte delle fiumare, rispettivamente Tarantonio e Gesso, accomunati da elementi storici e geografici ed alla presenza di passati insediamenti basiliani, anche se negli ultimi secoli hanno subito una particolare influenza feudale.

 

Gesso ha conosciuto nel tempo un notevole sviluppo, a partire dal periodo normanno, anche grazie alla sua strategica posizione geografica, che lo pone dunque nel novero dei casali più importanti, con una notevole chiesa parrocchiale e numerosi edifici civili e religiosi di rilievo, anche in questo caso mantenuti con alterne fortune e risultati.

 

Salice è stato di consistenza più modesta, rispetto al precedente, ma tuttavia ha assunto nel tempo discrete dimensioni e si è dotato di una compagine edilizia di tutto rispetto. La tradizione vuole che il villaggio si sviluppò a partire dall’insediamento di un monastero basiliano, già presente all’epoca della dominazione saracena.

Entrambi, infine, hanno contribuito a popolare la marina con modesti agglomerati a Marmora e OrtoLiuzzo. Quest’ultimo in particolare, si è andato progressivamente sviluppando nel tempo, anche grazie alla sua vicinanza al raccordo autostradale per Messina.

Il borgo di Rodìa è situato sul basso Tirreno, tra il borgo di San Saba e quello di Orto Liuzzo. Si trova ad una ventina di chilometri dal centro di Messina e a cinque chilometri circa da Villafranca Tirrena.

Da Rodìa si possono ammirare le isole di Lipari, Vulcano, Panarea e Stromboli. Originariamente questo villaggio era denominato “Sindaro Marina”, ma tale dizione è ormai stata soppiantata dall'attuale.

Il borgo venne abitato dai pescatori, verosimilmente dal '600 in poi,[senza fonte] quando alcuni coloni, volendo sfruttare la pescosità del mare, vennero a stabilirsi a Rodia, trasferendosi dalle zone collinari sovrastanti.

Il borgo di San Saba (popolarmente chiamato anche Santo Saba, Santu Sabba in dialetto messinese) è un antico borgo marinaro di circa 300 abitanti. Geograficamente è situato nella periferia nord della città, lungo la riviera tirrenica che si snoda tra Punta Faro e Capo Milazzo.

San Saba si affaccia sul basso Tirreno, uno dei mari più pescosi del Mar Mediterraneo, caratterizzato da temperature più miti di quelle del Mar Ionio. La costa è caratterizzata da numerose spiagge di sabbia e ghiaia.

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